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Testimonianze - Cò D'Enza

Alcuni obiettivi raggiunti dal 2014 al 2021

Rispetto al cambiamento di leadership un obiettivo da raggiungere era quello di avere un CDA composto da competenze, professionalità e capacità.

Attraverso un’attenta valutazione abbiamo capito che, a questi canoni, corrispondevano maggiormente le donne.

Una volta costituito il CDA, il messaggio più forte che abbiamo voluto trasmettere a tutti i soci e al personale, per un ulteriore radicamento del cambiamento culturale, è stato quello di eleggere Vicepresidente una consigliera a casa in maternità, perché era la persona più qualificata per quel ruolo indipendentemente dalla posizione lavorativa e privata.

Tutto il personale deve sentirsi libero di poter prendere decisione di allontanamento dal posto di lavoro, in serenità e accoglienza da parte del datore di lavoro che, ha il compito, di supportare un rientro sostenibile.

Per esempio:

quando la Vicepresidente era assente per maternità, abbiamo creato un team interno che si occupasse delle sue mansioni con la suddivisione dei carichi.

In questo modo, la lavoratrice al suo rientro, ha trovato un’equipe formata e capace di gestire e sue mansioni senza però essere sovraccaricata.

Il valore aggiunto finale non è stato quello di spostare lei in altro incarico, ma che fosse la Responsabile di quel processo e che si potesse anche occupare di una parte di sviluppo tecnico e commerciale della Cooperativa, il tutto, con a fianco un team forte e compatto con risultati di innalzamento del benessere interno e maggior produttività.

Pertanto questo è un metodo che si attua per tutte le lunghe assenze di maternità ma, anche, per una lunga malattia o aspettativa per esigenze personali ed è giusto che ogni persona possa rientrare serena nel suo ruolo concordando con la Direzione un rientro sostenibile.

La Cooperativa ha svolto percorsi personalizzati per un rientro graduale dalla maternità delle Operatrici Socio Sanitarie, soprattutto, nel servizio dove è prevista una turnazione definita con orari poco compatibili per accudire un neonato e con turni notturni.

L’equipe svolge, almeno, tre incontri individuali con le lavoratrici in maternità per accoglierne le esigenze (come ad esempio un passaggio contrattuale momentaneo da full-time a part-time oppure orari conciliativi sostenendole in una formazione attraverso l’affiancamento).

Questo ha fatto si che ogni lavoratrice fosse a proprio agio al rientro delle sue attività lavorative e che, ognuna, mantenesse la propria mansione.

È capitato, ad oggi, solo un caso dove una madre lavoratrice, entro l’anno del bambino, abbia deciso di licenziarsi spontaneamente per fare una scelta radicale all’interno della sua vita.

Conciliazione vita-lavoro non solo per le madri lavoratrici

 

La Cooperativa ha dato la possibilità ad una Operatrice Socio Sanitaria, facente parte della Nazionale Rugby Under 30, di prendersi periodi di assenza prolungati, tramite anticipo ferie o richieste di aspettativa, per poter dare continuità alla sua importante passione.

I cambi di mansione e la crescita professionale per volontà sono fondamentali e, un esempio che racchiude tutti gli obiettivi di uguaglianza, integrazione, parità di genere e crescita professionale, è il percorso di un migrante ospitato nel 2016 tramite l’accoglienza straordinaria con la prefettura. In questo modo adeguato lo abbiamo inserito all’interno dell’organizzazione: dall’assunzione come addetto generico è diventato aiuto cuoco della cucina della Casa Di Riposo effettuando un ulteriore percorso formativo di affiancamento, questo grazie alla sua volontà espressa e all’apertura di una posizione lavorativa. Adesso è uno dei 16 soci lavoratori, con un lavoro stabile e una casa, uscendo così dal percorso di accoglienza. Un percorso simile è avvenuto con una donna inserita con il figlio viste le violenze subite all’interno del nucleo famigliare.

Dall’apertura della Cooperativa ad oggi abbiamo dato  Opportunità di alloggio gratuito in caso in cui un operatore/trice avesse necessità e compatibilmente con le soluzioni abitative dei progetti non a regime.

attualmente una operatrice addetta alle pulizie, non essendo automunita, ha a disposizione una stanza di appoggio in caso in cui lo necessitasse.

Nel corso degli anni sono state accolte 3 operatrici che erano alla ricerca di una casa in affitto nelle vicinanze della Casa Di Riposo, 1 Operatrice, per ragioni di conflittualità famigliari. Per un totale, ad oggi, di 4 lavoratrici accolte presso le nostre soluzioni abitative.

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